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		<title>La sostituzione di toner e cartucce</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cartucce compatibili]]></category>
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		<description><![CDATA[La sostituzione delle cartucce esaurite è un’attività di routine per chi possiede una stampante, sia essa monocromatica o a colori. Spesso ci si trova di fronte ad un bivio: è meglio scegliere toner originali, compatibili oppure ancora cartucce ricaricate? A seconda delle proprie esigenze di stampa la scelta dell’una o dell’altra soluzione avviene di conseguenza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-161" title="La sostituzione di toner e cartucce" src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2012/02/Cartuccia-300x199.jpg" alt="Come cambiare le cartucce alle stampanti" width="300" height="199" /><strong>La sostituzione delle cartucce esaurite è un’attività di routine per chi possiede una stampante, sia essa monocromatica o a colori. Spesso ci si trova di fronte ad un bivio: è meglio scegliere toner originali, compatibili oppure ancora cartucce ricaricate? A seconda delle proprie esigenze di stampa la scelta dell’una o dell’altra soluzione avviene di conseguenza.</strong></p>
<h2>I toner originali per una scelta di qualità</h2>
<p>Quando per lavoro ci si occupa di grafica o sono richieste stampe di qualità e risoluzione ottimale, la scelta di <a href="http://www.toner24.it" class="liexternal">toner originali </a>è pressoché inevitabile. Solo utilizzando queste cartucce è possibile contare su supporti affidabili che garantiscono le massime prestazioni per la propria stampante. I toner originali sono commercializzati con lo stesso marchio della stampante, e sono garantiti dal produttore per una compatibilità perfetta.  A supporto di queste affermazioni vale la pena citare i risultati di accurati test condotti in laboratorio e che hanno messo a confronto le cartucce originali con quelle non a marchio. Nel caso dei toner originali è stata evidenziata una qualità nettamente superiore, e questo aspetto deve essere tenuto in considerazione da chi, per qualsiasi ragione, ha bisogno delle migliori stampe possibili.</p>
<h2>Non solo toner originali: l’alternativa delle cartucce rigenerate e compatibili</h2>
<p>La situazione cambia quando una stampante non è utilizzata per motivi professionali, oppure non si avverte il bisogno di una qualità di stampa altissima (ad esempio per documenti di testo). In questi casi è possibile acquistare toner non originali, che presentano il vantaggio di costare sino al 30 o 40% in meno rispetto a quelli di marca. Queste cartucce sono prodotte in un’ampia gamma di modelli compatibili, in tutto e per tutto, con stampanti di ogni marca e tipologia. Grazie alle cartucce non originali è possibile risparmiare notevolmente sul prezzo d’acquisto e ottenere comunque stampe di qualità soddisfacente. Un’altra alternativa low cost è rappresentata dalle cartucce rigenerate, che sono prodotte semplicemente ricaricando d’inchiostro le vecchie cartucce ormai esaurite. Anche in questo caso il risparmio è notevole e, oltretutto, questa scelta è ecosostenibile perché le cartucce esaurite non finiscono in discarica ma vengono rigenerate o – qualora ciò non fosse possibile – smontate e riciclate separatamente.</p>
<p>Foto: Manuela Fiebig &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le ultime novità di Facebook</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 09:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Zuckerberg]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel vasto panorama dei social network, Facebook è ormai diventato il punto di riferimento quotidiano per centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Facebook è una realtà in continua espansione che periodicamente propone novità ai suoi utenti: ecco alcune delle ultime news relative al più popolare social network del momento. La cancellazione definitiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-156" title="Le ultime novità di Facebook" src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2012/02/Facebook.jpg" alt="Social network" width="416" height="289" />Nel vasto panorama dei social network, Facebook è ormai diventato il punto di riferimento quotidiano per centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Facebook è una realtà in continua espansione che periodicamente propone novità ai suoi utenti: ecco alcune delle ultime news relative al più popolare social network del momento.</strong></p>
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<h2>La cancellazione definitiva delle immagini da Facebook</h2>
<p>Sin dalla sua nascita uno dei maggiori problemi legati a Facebook è stato l’impossibilità di cancellare in maniera definitiva dal proprio profilo le immagini caricate. Anche selezionandone la cancellazione, infatti, le immagini rimangono sul server di Facebook e sono accessibili cliccando sul loro vecchio URL. Un bel problema, dunque, soprattutto per chi agli esordi di Facebook vi aveva caricato a cuor leggero immagini compromettenti o sconvenienti che ora possono essere viste da chiunque, ed anche da potenziali datori di lavoro. Purtroppo molte persone in tutto il mondo si sono viste negare una assunzione proprio a causa di foto ed immagini presenti sul proprio profilo e giudicate in qualche modo sconvenienti.  Entro i prossimi mesi Facebook porrà rimedio a questo problema introducendo una funzione di cancellazione definitiva, che provvederà alla rimozione delle immagini su richiesta dell’utente entro 45 giorni. Grazie a questa funzione l’azienda fondata da Mark Zuckerberg potrà finalmente liberarsi di un problema molto sentito dai suoi utenti e che in passato ha causato numerose proteste.</p>
<h2>Il plugin “Unfriend Finder” per trovare chi ha cancellato gli amici</h2>
<p>Anche se non si tratta di una funzionalità nata in casa Facebbook, vale sicuramente la pena ricordare che recentemente è stata lanciato “Unfriend Finder”, un plugin che permette di capire chi ha cancellato qualcun altro dalla propria lista di amici. Si tratta di un plugin disponibile gratuitamente e installabile su tutti i principali tipi di browser: Internet Explorer, Firefox, ma anche Google Chrome, Opera e Safari, e non solo.  Grazie ad Unfriend Finder sarà possibile ricevere una notifica immediata ogni volta che una persona ne cancella un’altra dalla propria lista, oppure ne disattiva il profilo. Il plugin è disponibile anche in lingua italiana, ma non consentirà di visualizzare cancellazioni avvenute prima della sua installazione.</p>
<p>Foto: Thomas Pajot &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La pirateria online ha i giorni contati</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 09:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BTJunkie]]></category>
		<category><![CDATA[Pirateria online]]></category>
		<category><![CDATA[Sito Megaupload]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempi duri in arrivo per chi scarica illegalmente da internet contenuti protetti da copyright. Il 20 gennaio 2012 è stata infatti decretata dalle autorità la chiusura di Megaupload, un popolare sito di online storage e file sharing. Sull’onda di quanto successo, solo poche settimane dopo il noto sito BTJunkie ha deciso di oscurarsi volontariamente per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2012/02/Pirateria.jpg" alt="Come difendersi dalla pirateria online" title="La pirateria online ha i giorni contati" width="424" height="283" class="alignleft size-full wp-image-153" /><strong>Tempi duri in arrivo per chi scarica illegalmente da internet contenuti protetti da copyright. Il 20 gennaio 2012 è stata infatti decretata dalle autorità la chiusura di Megaupload, un popolare sito di online storage e file sharing. Sull’onda di quanto successo, solo poche settimane dopo il noto sito BTJunkie ha deciso di oscurarsi volontariamente per evitare guai.</strong></p>
<h2>La chiusura di Megaupload, un fulmine a ciel sereno</h2>
<p>Megaupload era un sito di file sharing utilizzato quotidianamente da milioni di persone in tutto il mondo. Grazie alle sue utili funzionalità era infatti possibile effettuare l’upload di file sia per conservarli ad uso personale, che per condividerli con altri utenti attraverso l’invio di link. Mentre la prima delle opzioni era assolutamente lecita dal punto di vista legale, nel caso della seconda spesso vi si nascondevano secondi fini. Molti utenti infatti effettuavano l’upload di file protetti da diritto d’autore, come ad esempio musica o film, per poi condividerli con altre persone che li potevano scaricare liberamente e gratuitamente. Per via di queste gravi infrazioni sul copyright il sito Megaupload è stato chiuso dall’FBI e numerosi dirigenti, compreso il suo fondatore Kim Dotcom, sono stati arrestati. Gli utenti di Megaupload, sia quelli “legali” che quelli “illegali”, si sono trovati così privati da un giorno all’altro dell’accesso ai propri file personali. </p>
<h2>BTJunkie, la prima di altre defezioni illustri?</h2>
<p>Quanto accaduto a Megaupload non poteva non avere pesanti ripercussioni sull’intera rete. La prima vittima di tutto ciò, seppure indiretta, è stato BTJunkie, un popolare motore di ricerca per file torrent. Il fondatore di BTJunkie ha infatti deciso di “auto suicidare” il sito oscurandolo volontariamente e in modo definitivo. Questa chiusura è stata decisa per evitare possibili guai con la giustizia, anche se al momento BTJunkie non aveva né denunce, né cause legali in corso.<br />
Il problema del diritto d’autore causa ogni anno perdite di centinaia di milioni di dollari alle grandi aziende, soprattutto del cinema e del settore musicale. Questo giro di vite iniziato contro chi agisce nell’illegalità potrebbe rappresentare il primo passo verso la fine della pirateria online, almeno nelle forme con le quali essa è attualmente praticata. </p>
<p>Foto: PixBox &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Madrid low cost: volo + noleggio auto</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 10:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[auto a noleggio Madrid]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella spagnola è una delle capitali europee più amate, e grazie alla possibilità di abbinare un volo low cost a un’auto a noleggio Madrid può essere considerata una destinazione ancora molto abbordabile. La città merita sicuramente di essere visitata, dal momento che custodisce tesori d’arte di grandissimo interesse e di inestimabile valore. Alcuni dei luoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Madrid" class="alignleft size-medium wp-image-139" src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2012/01/Madrid-300x201.jpg" alt="Spagna" width="300" height="201" /><strong>Quella spagnola è una delle capitali europee più amate, e grazie alla possibilità di abbinare un volo low cost a un’<a href=" http://www.autonoleggio-online.it/Spagna/Autonoleggio-Madrid.aspx" class="liinternal">auto a noleggio Madrid </a>può essere considerata una destinazione ancora molto abbordabile. La città merita sicuramente di essere visitata, dal momento che custodisce tesori d’arte di grandissimo interesse e di inestimabile valore.</strong></p>
<h2>Alcuni dei luoghi imperdibili di Madrid</h2>
<p>Un vero e proprio “must” per chi sceglie Madrid per alcuni giorni di vacanza è rappresentato dalla visita al Palazzo Reale, uno splendido edificio risalente al XVIII secolo ed ancor oggi utilizzato dai Reali di Spagna per i loro ricevimenti ufficiali. Nel cuore della città si trova Plaza Mayor, la più antica piazza madrilena che a tutte le ore del giorno è frequentata da turisti e residenti. Il centro della movida di Madrid è invece il quartiere storico di Malasaña, coi suoi locali caratteristici.<br />
Un altro luogo da non perdere è il Museo Nacional del Prado, situato lungo il Paseo omonimo, nel quale è possibile ammirare le opere di Velázquez, Goya e numerosi altri pittori che hanno lasciato indelebilmente i propri nomi nella storia dell’arte. A poca distanza dal Prado si trova il Museo Nazionale Reina Sofia, dove si trova esposto il capolavoro “Guernica” di Pablo Picasso. Agli amanti dell’arte contemporanea si consiglia infine la visita al famoso centro culturale della Caixa che ospita periodicamente eventi e mostre.</p>
<h2>Scoprire con un’auto a noleggio Madrid e le sue bellezze</h2>
<p>La capitale spagnola è ottimamente collegata, grazie al suo esteso aeroporto di Barajas, alle principali città italiane, europee e mondiali. Molte delle persone che scelgono questa città come destinazione per le proprie vacanze abbinano ad un volo low cost anche un’auto a noleggio Madrid è infatti ben servita dai mezzi di trasporto pubblici, ma lo stesso non si può dire delle zone periferiche e dei suoi dintorni. Per quanto riguarda la possibilità di prendere un’auto a noleggio Madrid offre numerose opzioni, sia in città che presso il suo scalo aeroportuale. Abbinando un volo low cost a un’auto a noleggio Madrid rappresenta il luogo ideale per trascorrere una vacanza di alcuni giorni all’insegna della storia, dell’arte e della cultura.</p>
<p>Foto: ottoterremoto &#8211; Fotolia</p>
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		<title>l bolero torna di moda nella moda autunno inverno 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 11:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Il bolero è un classico esempio di come un abito “da lavoro” sia stato preso in prestito dalla moda e trasformato in un capo di abbigliamento elegante, ricercato e molto chic. Una volta, infatti, questo giacchino era utilizzato dai toreri nelle corride, e nella moda autunno inverno 2011 si assiste ad un suo ritorno sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2011/12/Moda-166x300.jpg" alt="Moda femminile" title="Moda " width="166" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-129" /><strong>Il bolero è un classico esempio di come un abito “da lavoro” sia stato preso in prestito dalla moda e trasformato in un capo di abbigliamento elegante, ricercato e molto chic. Una volta, infatti, questo giacchino era utilizzato dai toreri nelle corride, e nella moda autunno inverno 2011 si assiste ad un suo ritorno sulle passerelle e nei negozi.</strong></p>
<h2>Il bolero e le sue caratteristiche distintive</h2>
<p>Il bolero è un particolare modello di giacca molto apprezzato dalla moda femminile. Questo capo di abbigliamento si presenta con maniche attillate, che superano in lunghezza il bustino che tipicamente va a ricoprire il torso fino a poco sotto la linea del seno. Altre caratteristiche inconfondibili sono rappresentate dall’assenza di bottoni, allacciature o zip, mentre nella maggior part dei casi i profili sono arrotondati e il collo è alla coreana. Questo particolare colletto è semplice ed elegante, dal momento che rimane aderente e non copre eccessivamente.<br />
Talvolta si può confondere il bolero con un gilet o con un cardigan, ma il primo si differenzia da questi ultimi per il fatto che copre il torso per una minore lunghezza e inoltre presenta una tipica forma sagomata.</p>
<h2>Il bolero, un capo di abbigliamento trendy e alla moda</h2>
<p>Pur essendo, in fin dei conti, semplicemente una giacca corta, il <a href="http://www.bonprix.it/categoria/per-lei-moda-donna-dalla-a-alla-z-bolero/" class="liexternal">bolero </a>è uno di quei capi di abbigliamento che sorprende per la sua varietà di modelli, colori e fantasie. Esistono infatti boleri molto eleganti e femminili, oppure più casual e da indossare nella vita di tutti i giorni; modelli classici oppure adatti alle teenager, e molti altri ancora: in stile metal, country, in pelle&#8230; I boleri possono essere indossati sopra ad una maglia, una camicetta o un top, ed essere abbinati a un paio di pantaloni classici o semplicemente a dei blue jeans.<br />
Nella maggior parte dei casi questo giacchino è caratterizzato da maniche lunghe, anche se ne esistono modelli a maniche più corte (tipicamente, a tre quarti). I materiali di gran lunga più utilizzati per confezionare questo capo di abbigliamento sono ad esempio il panno, il cotone o il velluto, anche se non mancano i modelli realizzati in pelliccia ecologica oppure lavorati a maglia. </p>
<p>Foto: ocsanaw &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il mistero dei cerchi nel grano in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 16:24:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[I cerchi nel grano o “crop circles” sono delle forme circolari o ellittiche di dimensione media di 50 metri. I cerchi, che possono arrivare fino a 200 metri di diametro e interessare interi campi coltivati, sono estremamente precisi e danno vita a disegni molto complessi, variegati e fantasiosi, delle vere e proprie opere artistiche. Cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2011/10/kornkreise.jpg" alt="cerchi nel grano" title="I cerchi nel grano - il mistero in Italia" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-104" /><strong>I cerchi nel grano o “crop circles” sono delle forme circolari o ellittiche di dimensione media di 50 metri. I cerchi, che possono arrivare fino a 200 metri di diametro e interessare interi campi coltivati, sono estremamente precisi e danno vita a disegni molto complessi, variegati e fantasiosi, delle vere e proprie opere artistiche.</strong><span id="more-103"></span></p>
<h2>Cosa alimenta il mistero</h2>
<p>La particolarità di questi cerchi è che le piante di grano, quando vengono appiattite, dovrebbero spezzarsi e invece i gambi restano intatti e non subiscono nessun tipo di danneggiamento. Botanici e scienziati non sono riusciti a giustificare come possa avvenire questo fenomeno dal punto di vista fisico. Ad esempio, il microonde o gli ultrasuoni potrebbero riuscirci, ma dovrebbero avere una elevatissima potenza espressa in megawatt. Il fenomeno ha iniziato a far parlare di sé agli inizi degli anni ’90 in Inghilterra, ma alcuni sostengono che i cerchi fossero presenti già alla fine del ‘600. La loro incidenza è aumentata tra il 1999 e il 2002, in un periodo in cui l’intensità solare aumentò sensibilmente. E proprio la luce solare, che emana onde sonore tramite vibrazioni, potrebbe essere una delle cause del fenomeno. C’è però chi, escludendo che possano essere frutto di uno scherzo, continua a sostenere che i cerchi siano opere umane. Sono state formulate tante interpretazioni fantasiose come quella che riconduce i crop circles agli Ufo e numerose sette religiose hanno dato sfogo alla creatività cercando di sfruttare la portata mediatica di tali scoperte. La stessa scelta del grano, tra tante tipologie di coltivazioni esistenti, potrebbe essere legata a una volontà superiore che ha individuato in questa pianta un’attitudine particolare a essere modificata e plasmata per poter trasmettere dei messaggi.</p>
<h2>Episodi italiani</h2>
<p>In Italia i crop circles sono apparsi vicino Ascoli Piceno nelle Marche, a Pordenone in Friuli Venezia Giulia o a Cagliari in Sardegna. Proprio la città sarda ha acque sotterranee e luoghi di culto dedicati alla dea madre. Essendo i cerchi dei messaggi provenienti dall’universo, la presenza dell’acqua è importante perché nel cosmo tutto è suono, l’acqua è un conduttore e reagisce differentemente a seconda del tipo di suono emesso. </p>
<p>Immagine: OHE &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Maya 2012 &#8211; profezia o credenza indigena?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 11:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[credenza indigena]]></category>
		<category><![CDATA[fine del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Maya 2012]]></category>
		<category><![CDATA[profezia]]></category>

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		<description><![CDATA[In tanti si chiedono se quella relativa alla fine del mondo nel 2012 sia una profezia o semplicemente una credenza popolare. Negli ultimi anni però l’idea che il 21 dicembre 2012 possa avvenire un evento di portata apocalittica che distruggerà il Pianeta si è diffusa un po’ ovunque, facendo la fortuna di scrittori e produttori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2011/10/Maya2012.jpg" alt="apocalisse" title="Maya 2012" width="300" height="292" class="alignleft size-medium wp-image-96" /><strong>In tanti si chiedono se quella relativa alla fine del mondo nel 2012 sia una profezia o semplicemente una credenza popolare. Negli ultimi anni però l’idea che il 21 dicembre 2012 possa avvenire un evento di portata apocalittica che distruggerà il Pianeta si è diffusa un po’ ovunque, facendo la fortuna di scrittori e produttori cinematografici.</strong><span id="more-95"></span></p>
<h2>Il calendario</h2>
<p>Le profezie Maya si basano su osservazioni astronomiche utilizzate per redigere il loro calendario, uno degli elementi caratteristici della civiltà amerindiana. Addirittura, secondo gli studiosi, esistono tre tipi di calendario: quello sacro, quello civile e quello dedicato ai calcoli sul lungo periodo. Del resto, i Maya avevano una forma di venerazione nei confronti di numeri e date: i giorni per questo popolo avevano poteri divini e alcuni venivano considerati portatori di sventura, sangue e sofferenza, altri forieri di speranze e promesse. Tutte le decisioni importanti venivano prese in base al calendario e nello specifico i Maya hanno individuato nel 21 dicembre 2012 una data apocalittica, un momento di passaggio e nascita/fine di un’era.</p>
<h2>Tra scienza e credenza popolare</h2>
<p>Nel corso dei secoli una serie di “conferme scientifiche” con qualche forzatura hanno provato a rafforzare la portata apocalittica delle loro predizioni come l’allineamento del centro del Sole con l’equatore della galassia, l’inversione dei poli e l’incidenza delle tempeste solari. Nemmeno il testo sacro Popol Vuh fa menzione del 2012 e quindi si potrebbe pensare che si tratti, più che di una profezia, di una credenza indigena relativa a periodi di cambiamento e rinnovamento. </p>
<p>Illustrazione: sdecoret &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La corsa all´oro &#8211; oggi come nel 1850</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 12:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La corsa all’oro inizia nel 1848, quando nella regione Californiana, dove confluiscono il Sacramento e l’American, se ne scoprono le prime tracce. Dopo pochi anni gli Stati Uniti potranno vantare il titolo di primo paese, in ambito mondiale, nell’estrazione dell’oro. Fiorisce rigogliosa l’economia americana: della nuova ricchezza beneficiano commercio, banche e industrie. Il metallo giallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2011/10/Goldbarren.jpg" alt="Oro" title="Oro" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-79" /><strong>La corsa all’oro inizia nel 1848, quando nella regione Californiana, dove confluiscono il Sacramento e l’American, se ne scoprono le prime tracce. Dopo pochi anni gli Stati Uniti potranno vantare il titolo di primo paese, in ambito mondiale, nell’estrazione dell’oro. Fiorisce rigogliosa l’economia americana: della nuova ricchezza beneficiano commercio, banche e industrie. Il metallo giallo diviene la base dei sistemi finanziari di tutto il mondo.</strong><span id="more-78"></span><br />
<br /></br></p>
<h2>Migliaia di persone&#8230;</h2>
<p>&#8230; sono indotte ad abbandonare la loro vita quotidiana per partire alla ricerca delle preziose pagliuzze dorate. In soli due anni, dal 1849 al 1850, in questi viaggi all’inseguimento della ricchezza perdono la vita cinquemila persone. Pochissimi troveranno la fortuna e riusciranno a tornare illesi. </p>
<h2>In tempi di crisi si torna a correre</h2>
<p>Con l&#8217;attuale instabilità delle borse e la crescita vertiginosa del prezzo dell’oro, quest’ultimo sembra tornare a essere il bene rifugio per eccellenza. Chi deve investire, se ne ha facoltà, acquista lingotti. I consulenti finanziari consigliano ai possessori di ingenti capitali di investire almeno il dieci per cento dei portafogli nell’acquisto di metalli preziosi. Malgrado qualcuno sostenga che l’oro possa dimostrarsi solo un investimento a breve scadenza e che la situazione attuale non sia assolutamente paragonabile a quella del secondo dopoguerra &#8211; in cui venne creato il gold dollar standard che àncora le monete internazionali al dollaro &#8211; la maggioranza degli investitori sta optando per questa forma di investimento. La febbre dell’oro odierna è anche altro. E’ speculazione: vi sono i grandi fondi che investono in oro e ai quali l’incremento del suo prezzo giova. E’ simbolo di sfiducia verso il dollaro americano: seppure non garantisca rendimenti strabilianti, l’oro non è a rischio inflazione. </p>
<h2>Chi si ferma, paga pegno</h2>
<p>Chi indubbiamente non ci guadagna in questa corsa all’oro sono gli orefici italiani e i loro laboratori. Il mercato di medio livello che aveva consentito all’Italia di affermarsi come paese guida nell’esportazione, è in costante calo perché l’aumento dei prezzi induce gli acquirenti a bloccare gli ordini. Molti piccoli artigiani devono chiudere bottega e attendere tempi migliori.<br />
Che nessuno sa se arriveranno.</p>
<p>Illustrazione: Roswitha S. &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La bolla di Internet e la New Economy</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 12:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[200]]></category>
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		<category><![CDATA[New Economy]]></category>
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		<description><![CDATA[Con il termine di bolla speculativa si definisce in economia la fase in cui viene registrato un repentino aumento dei prezzi in relazione ai beni di un qualsiasi mercato. Alla nascita e la crescita della bolla, segue il suo scoppio con un ritorno al valore originario dei beni. Troppa esuberanza? La new economy nasce nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2011/10/Internet-Life.jpg" alt="Bolla Internet e New Economy" title="La vita nel Internet " width="300" height="211" class="alignleft size-medium wp-image-74" /><strong>Con il termine di bolla speculativa si definisce in economia la fase in cui viene registrato un repentino aumento dei prezzi in relazione ai beni di un qualsiasi mercato. Alla nascita e la crescita della bolla, segue il suo scoppio con un ritorno al valore originario dei beni.</strong><span id="more-72"></span></p>
<h2>Troppa esuberanza?</h2>
<p>La new economy  nasce nel 1994, quando Netscape, la società che per prima sviluppa un browser commerciale per internet, viene quotata in borsa. Sono gli anni in cui le quotazioni delle società produttrici di high-tech e quelle impegnate nella creazione di novità tecnologiche crescono in modo vertiginoso e le grandi aziende investono nella tecnologia per la gestione e il trattamento delle informazioni. Questa era d’oro giunge al suo declino nel marzo del 2000 con lo scoppio della bolla speculativa: il valore Nasdaq perde in soli tre giorni il 9% determinando la repentina caduta delle quotazioni. Lo scoppio è causato da diversi fattori e solo pochi lo attribuiscono agli atti terroristici che, alcuni mesi dopo, avrebbero segnato l’America. Piuttosto la caduta delle quotazioni sembra essere determinata dalla poca esperienza e da un eccesso di esuberanza da parte di chi si avvicinava per la prima volta alle speculazioni. Inoltre ha contribuito l’assenza di trasparenza e lo scarso rigore delle banche che mirano esclusivamente al proprio arricchimento.</p>
<h2>L’eredità</h2>
<p>Nel 2003 il Nasdaq si trova sotto i 1.300 punti, le Borse europee sono ai valori minimi registrati dopo il 1995, negli USA si registra una perdita di 7miliardi di dollari e l’economia mondiale si trova a fare i conti con un probabile double-dip. Dopo più di un decennio dallo scoppio della bolla, molti attendono ancora che il valore dei titoli tecnologici della new economy torni a salire ma anche di rientrare in possesso del proprio posto di lavoro o di tornare a riaprire la saracinesca delle piccole aziende che hanno dovuto chiudere. Eppure la new economy ha determinato un profondo cambiamento nella società, cambiamento che coinvolge anche oggi il nostro quotidiano. La tecnologia, rappresentata soprattutto da computer, telefonino e web è entrata prepotentemente nella nostra sfera privata e professionale.</p>
<p>Foto: Nmedia &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il futuro del 3D &#8211; non solo cinema</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 12:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>embi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[schermi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisore]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’uomo la capacità di vedere le tre dimensioni (verticalità, orizzontalità, e profondità) avviene focalizzando un unico punto tramite la convergenza degli assi visivi, ed è innata. Il cinema 3D, che oggi non costituisce più un’innovazione, ha voluto ricreare la sensazione delle immagini propria della vita reale. Le origini del cinema stereoscopico risalgono al 1922, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asdamente.it/wp-content/uploads/2011/10/3D_Kino.jpg" alt="3D non solo al cinema" title="Le persone sono sorprese a guardare un film in 3D" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-62" /><strong>Nell’uomo la capacità di vedere le tre dimensioni (verticalità, orizzontalità, e profondità) avviene focalizzando un unico punto tramite la convergenza degli assi visivi, ed è innata. Il cinema 3D, che oggi non costituisce più un’innovazione, ha voluto ricreare la sensazione delle immagini propria della vita reale. Le origini del cinema stereoscopico risalgono al 1922, ma la pellicola 3D si è imposta nelle sale solo di recente grazie alla proiezione di alcuni film d’azione famosi e dei nuovi cartoni animati.</strong><span id="more-61"></span></p>
<h2>La televisione diventa anche profonda</h2>
<p>Nel 2010 il 3D avanza alla conquista dei televisori a schermo piatto. L’effetto tridimensionale viene ottenuto per merito di una veloce alternanza di immagini diverse destinate ai due occhi, affinché al cervello giungano informazioni dissimili da due canali differenti. In perfetta sincronia con le immagini proiettate sullo schermo, una delle due lenti degli speciali occhiali active shutters che dovranno essere indossati per la visione, si oscura facendo in modo che ogni occhio veda solamente il fotogramma a lui riservato. Perché la visione sia qualitativamente valida, il segnale del televisore 3D deve essere ad almeno 120 Hz così come l’occlusione delle lenti deve avvenire 120 volte al secondo. Siccome attualmente non sono mandate in onda in Italia trasmissioni in 3D, le maggiori case produttrici di tv stanno progettando un convertitore che consentirà di adattare le trasmissioni attuali al nuovo formato. Per ora ci si deve accontentare delle pellicole cinematografiche e di alcuni film realizzati appositamente, se si vuole godere della visione tridimensionale restando comodamente seduti sul divano.</p>
<h2>Da spettatori ad attori</h2>
<p>Il tridimensionale ha conquistato anche il settore dei videogiochi. L’entusiasmante sensazione del giocatore di sentirsi non più semplice comparsa bensì attore principale, di trovarsi non più soltanto alla consolle bensì nel bel mezzo della scenografia e dell’azione, sono la spinta che ha indotto i giganti della produzione dei videogames alla creazione di nuovissimi giochi che supportano il 3D stereoscopico.</p>
<p>Illustrazione: Deklofenak &#8211; Fotolia</p>
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