La pirateria online ha i giorni contati
Tempi duri in arrivo per chi scarica illegalmente da internet contenuti protetti da copyright. Il 20 gennaio 2012 è stata infatti decretata dalle autorità la chiusura di Megaupload, un popolare sito di online storage e file sharing. Sull’onda di quanto successo, solo poche settimane dopo il noto sito BTJunkie ha deciso di oscurarsi volontariamente per evitare guai.
La chiusura di Megaupload, un fulmine a ciel sereno
Megaupload era un sito di file sharing utilizzato quotidianamente da milioni di persone in tutto il mondo. Grazie alle sue utili funzionalità era infatti possibile effettuare l’upload di file sia per conservarli ad uso personale, che per condividerli con altri utenti attraverso l’invio di link. Mentre la prima delle opzioni era assolutamente lecita dal punto di vista legale, nel caso della seconda spesso vi si nascondevano secondi fini. Molti utenti infatti effettuavano l’upload di file protetti da diritto d’autore, come ad esempio musica o film, per poi condividerli con altre persone che li potevano scaricare liberamente e gratuitamente. Per via di queste gravi infrazioni sul copyright il sito Megaupload è stato chiuso dall’FBI e numerosi dirigenti, compreso il suo fondatore Kim Dotcom, sono stati arrestati. Gli utenti di Megaupload, sia quelli “legali” che quelli “illegali”, si sono trovati così privati da un giorno all’altro dell’accesso ai propri file personali.
BTJunkie, la prima di altre defezioni illustri?
Quanto accaduto a Megaupload non poteva non avere pesanti ripercussioni sull’intera rete. La prima vittima di tutto ciò, seppure indiretta, è stato BTJunkie, un popolare motore di ricerca per file torrent. Il fondatore di BTJunkie ha infatti deciso di “auto suicidare” il sito oscurandolo volontariamente e in modo definitivo. Questa chiusura è stata decisa per evitare possibili guai con la giustizia, anche se al momento BTJunkie non aveva né denunce, né cause legali in corso.
Il problema del diritto d’autore causa ogni anno perdite di centinaia di milioni di dollari alle grandi aziende, soprattutto del cinema e del settore musicale. Questo giro di vite iniziato contro chi agisce nell’illegalità potrebbe rappresentare il primo passo verso la fine della pirateria online, almeno nelle forme con le quali essa è attualmente praticata.
Foto: PixBox – Fotolia
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